"Ho amato tutto di te.
Ho amato i ricci che ti scivolavano lungo le spalle,
quelle poche lentiggini sul nasino.
Ho amato i tuoi occhioni marroni
e le tue labbra.
Labbra che
quando si aprivano in un sorriso
erano ancora più belle.
Ho amato il tuo corpo imperfetto.
Ed ho amato i tuoi abbracci
da dietro
che quasi mi rompevano le costole.
Ed ho amato quello strano vizio
che avevi.
Mi afferravi sempre la mano
e camminavi accanto a me.
Era raro vedere una avanti all’altra.
Camminavamo sempre di fianco.
Le dite intrecciate
e sorridevamo.
Ho amato i tuoi sogni.
«Avremo una casa
ed un terrazzino.
Nel terrazzino voglio un tavolino bianco con sopra i fiori».
Ed io odio i fiori
mi ricordano
lo sfiorire
il cimitero
la morte.
E tu lo sapevi
ma ormai ti dicevo che avremmo avuto tutto quello che volevi.
«Non voglio amare»
mi dicesti una notte al telefono.
«Neppure io» ti sussurrai.
Ricordo che ero seduta
sul pavimento gelido.
«Però a te ti amo» rispondesti.
Ed io risi.
E l’avrei voluto dire che io ti amo
dalla prima volta che ci siamo fuse.
Le parole però soffocarono.
Ed adesso
è passato del tempo.
La notte resto ancora sveglia
ma ora il tuo respiro non c’è più.
Non ho parole da ascoltare.
Non godo più del tuo sorriso.
Nulla mi meraviglia.
Nulla da quando tu
anche tu
sopratutto tu
sei andata via.
E giuro che adesso te lo direi.
Ti amo.
Mi manchi.
Ritorna.
Ma non serve.
Non ne vale la pena."
- inchiostrosullacartaesullapelle (via inchiostrosullacartaesullapelle)